Emissioni di CO2: nuovo limite previsto per il 2030

In materia di riduzione delle emissioni di CO2, le Case automobilistiche si stanno impegnando da decenni, sotto imposizione delle normative UE, per mettere sul mercato prodotti sempre più attenti alla salvaguardia dell’ambiente. Tutto ciò che è stato fatto sino ad ora, però, potrebbe non bastare; si discute in queste settimane del nuovo limite di emissioni che l’Unione Europea porrà per il 2030.

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Gli straordinari risultati ottenuti dalle Case automobilistiche, arrivate a ridurre le emissioni di CO2 del 34% negli ultimi vent’anni, non sono sufficienti per salvaguardare l’ambiente; i costruttori e l’Unione Europea sono seduti attorno a un tavolo, proprio in queste settimane, per concordare nuovi importanti obiettivi, da raggiungere entro il 2030.

Entro la fine di giugno gli esponenti dell’industria automobilistica e quelli dell’UE dovranno dare il via ad una trattativa che sembra annunciarsi decisamente difficile; la discussione in merito al nuovo limite di emissione mette in crisi le Case costruttrici.

Lo scorso anno il Parlamento Europeo ha dato l’approvazione ad una nuova legge che impone un limite di emissioni CO2, previsto per il 2025, in un range che va dai 68 ai 78 g/km, entro cui si dovrà stabilire il valore preciso passando attraverso consultazioni successive.

A preoccupare le Case automobilistiche è la soglia che dovrà entrare in vigore a partire dal 2030 che, secondo indiscrezioni, sarà davvero molto bassa. I numeri abbozzati negli uffici dell’Unione Europea stanno allarmando l’ACEA (Associazione Europea dei Costruttori di Automobili), la quale vede già molto difficile la discesa imposta per il 2021 dagli attuali 123,4 g/km a 95 g/km.

Le preoccupazioni maggiori riguardano il fatto che nei decenni appena trascorsi molto di ciò che si poteva fare per abbassare le emissioni nocive delle auto è già stato fatto; arrivare ad una soglia inferiore a 68 g/km richiederebbe investimenti da capogiro.

Alle richieste dell’UE i costruttori rispondono: dateci degli eco-incentivi.

Secondo ACEA l’unico modo per superare la questione e arrivare ad un accordo fattibile continuando ad investire è quello di fare uno sforzo comune e condiviso. Le case chiedono, quindi, una serie di incentivi economici rivolti all’acquisto di auto elettriche e alla costruzione delle infrastrutture ad esse destinate, ovvero le stazioni di ricarica.

Questa richiesta trova la sua ragione nel fatto che risulta ormai ovvio agli occhi di tutti che per ridurre significativamente le emissioni auto sarà necessaria una gamma che includa auto 100% elettriche.

Appare quindi insufficiente lo sforzo fatto col programma Horizon 2020, con il quale L’unione Europea ha messo a disposizione ben 80 miliardi destinati alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie green.

Nonostante le evidenti difficoltà e il dovuto impegno da parte delle Case automobilistiche, la lotta contro il problema dei gas serra è una lotta assolutamente irrinunciabile e che deve essere portata avanti non solo dai costruttori di auto.

Un dato che deve far riflettere è quello relativo alla percentuale di emissioni inquinanti da CO2 dovuta al traffico automobilistico: soltanto il 12% della produzione globale. Questo significa che stiamo parlando di una vera e propria guerra di cui la lotta contro le emissioni auto rappresenta, purtroppo, solo una piccola battaglia.

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