Perché allacciare le cinture di sicurezza

Allacciare le cinture di sicurezza è la maggior prevenzione che il passeggiero a bordo di un autovettura può adottare per salvaguardare la propria incolumità o limitare i rischi in caso d’incidente.

Allacciare le cinture di sicurezza

Allacciare le cinture rappresenta uno dei meccanismi di protezione maggiormente importanti all’interno di un autoveicolo.
Grazie ad esse, diminuisce il rischio che il conducente e gli altri passeggeri, in caso d’incidente, si feriscano urtando parti interne della vettura o ne vengano catapultati al di fuori.
Allacciare le cinture fa sì che i corpi dei passeggeri, al momento di un eventuale impatto, vengano trattenuti, altrimenti, per forza d’ inerzia, questi continuerebbero a muoversi per poi, a causa dell’energia cinetica, ovvero l’energia che un corpo possiede a causa del movimento, venire infine proiettati contro lo sterzo, il cruscotto o rischiare di essere scaraventati contro il parabrezza e sbalzati al di fuori dell’auto.

Il funzionamento delle cinture di sicurezza è garantito dal pretensionatore, un dispositivo che, al momento dell’impatto, tira la fibbia assorbendo l’energia cinetica del corpo e quindi trattenendolo legato al sedile.

Tale prevenzione è importante per la tutela del corpo sia ad alte che a basse velocità: la forza dell’ impatto di un corpo libero e senza protezioni contro le strutture interne dell’autoveicolo è infatti uguale alla massa corporea del passeggero moltiplicata per la decelerazione della vettura.
Ad esempio, se un’autoveicolo che viaggia a 50 km/h è soggetto ad un urto frontale, la forza dell’impatto del conducente contro il volante o il parabrezza equivale a quella che un corpo subisce lanciandosi da un altezza di 10 metri.

Rappresentazione di un urto frontale con conducente senza cinture di sicurezza:
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Rappresentazione di un urto frontale con conducente con cinture di sicurezza:

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Il corretto allacciamento delle cinture è inoltre fondamentale affinchè anche l’airbag risulti efficace e non pericoloso. L’airbag è una sacca d’aria che viene immediatamente gonfiata al momento dell’impatto e che fuoriesce da un vano posto nella parte centrale del volante dal lato del conducente e nel cruscotto dal lato del passeggero.
Al momento dell’urto, le cinture di sicurezza che proteggono le gambe, il bacino ed il torace, trattengono il busto del passeggero e ne ritardano l’impatto fino al momento in cui la fase esplosiva dell’airbag si è compiuta ed il cuscino si è totalmente gonfiato; a quel punto l’airbag gonfiato impedisce alla testa di muoversi liberamente evitandole il contatto con lo sterzo o con il cruscotto. Se esistesse solo l’airbag non si potrebbe evitare che il corpo, subito catapultato in avanti, subisca fratture o arresti circolatori, colpendo la sacca d’aria, non totalmente gonfiata, col viso o col torace.
La dotazione di cinture è considerata indispensabile per l’omologazione di un veicolo da immatricolare. Considerata la loro importanza, le case automobilistiche hanno deciso di inserire nel quadrante una spia di colore rosso (in alcuni casi accompagnata da un segnale acustico) rappresentante un omino che indossa le cinture e che si accende nel caso in cui le cinture dei sedili anteriori siano slacciate o allacciate non correttamente.

In Italia, l’uso delle cinture di sicurezza è obbligatorio sia per chi siede davanti che per chi siede nei sedili posteriori. Chi non rispetta questa regola, violando così l’articolo 172 del Codice della Strada, subisce la detrazione di cinque punti dalla patente (dieci se è patentato da meno di tre anni) ed è l’inflizione di una multa di 80 euro. Nel caso, nei due anni seguenti all’infrazione, il soggetto sanzionato, dovesse presentarsi recidivo, è inoltre prevista la sospensione della patente di guida per un periodo che va dai 15 giorni ai due mesi.

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