Pneumatici in gomma naturale dal Dente di Leone

Quando si parla di pneumatici si parla sempre di innovazione tecnologica e, sempre più spesso, in una prospettiva rivolta alla salvaguardia dell’ambiente, di green economy, ovvero di uno sviluppo dell’economia (e quindi del prodotto di consumo) che prenda in considerazione anche l’impatto ambientale. In quest’ottica, e per queste finalità, Continental prende parte al festival GreenTec Awards 2014 con un progetto assolutamente innovativo: pneumatici ricavati dalla radice di una pianta.

Pneumatici in gomma naturale

Se consideriamo i numeri, ossia gli oltre 20 litri di greggio necessari per produrre uno pneumatico, a fronte di oltre 140 milioni di unità prodotte solo in Europa nell’arco di un anno, l’impatto sull’ambiente della produzione di pneumatici risulta evidentemente molto forte.

E il nuovo progetto inaugurato dalla Continental apre una nuova porta verso la salvaguardia dell’ambiente, andando a ridurre non solo l’inquinamento prodotto dalla lavorazione delle gomme tradizionali e gli oneri burocratici provenienti dal loro smaltimento ma, in termini economici, riducendo e non di poco i reali costi di produzione di pneumatici, che in questo modo risulterebbero inferiori anche a quelli relativi alla produzione di gomma naturale ricavata dagli alberi. 

Pneumatici in gomma naturale dal Dente di Leone

La gomma naturale dal Dente di Leone

La pianta dalle cui radici è possibile ricavare la gomma destinata alla fabbricazione degli pneumatici, infatti, è il tarassaco, comunemente chiamato Dente di Leone, un piccolo fiore di campo, comunemente presente in ogni area incolta del continente Europeo. La particolarità di questa pianta è quella di contenere proprio all’interno delle sue radici il lattice, che è il liquido gelatinoso dal quale già da tempo si ricava la gomma naturale.

Continental ritiene che la produzione di gomma per pneumatici ricavata dalla pianta del tarassaco sia molto meno vincolata alle condizioni climatiche rispetto a quella estratta dagli alberi della gomma (piante subtropicali), i quali impiegano anche molto più tempo a crescere (occorrono 7 anni prima che si possa raccogliere una parte di gomma utilizzabile industrialmente). Si tratta, inoltre, di un progetto poco impegnativo dal punto di vista agricolo, e molti terreni incolti si trovano anche nelle vicinanze dei siti di produzione della Continental, permettendo di conseguenza una forte riduzione dei costi della logistica.

Il progetto che Continental ha sviluppato in collaborazione con l’IME (l’Istituto Fraunhofer di Biologia Molecolare ed Ecologia Applicata), con sede a Monaco, è tra i primi tre classificati al GreenTec Awards 2014 nella categoria “Automobility”; la quale comprende innovazioni tecnologiche unitamente ad idee di mobilità eco-solidale; i progetti non verranno valutati esclusivamente sulla base dei risultati delle ricerche, ma sulla loro potenziale attuazione in un prossimo futuro.

In questo senso Continental ha previsto un impianto pilota, che è già in costruzione, il quale sarà in grado di produrre grandi quantità di gomma con caratteristiche di qualità e performance che saranno almeno equivalenti a quelle della gomma prodotta tradizionalmente in laboratorio. Ovviamente per paragonare questa nuova gomma con quelle che già si conoscono bisognerà aspettare i risultati dei test su strada, già in programmazione per il 2015.

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