Riciclo auto: oltre l’80% del materiale di cui è composta una vettura può essere riciclato

L’anno che sta giungendo al termine è un anno importante per l’industria del riciclo della auto; è scattato, infatti, a partire dal 1°gennaio scorso l’obbligo di riciclare almeno il 95% del peso dei veicoli destinati a rottamazione. Un obiettivo al quale l’Italia sia sta avvicinando, con le sue 900mila vetture che ogni anno giungono a fine vita e rappresentano una grande risorsa di materiali che, sottratti alle discariche, possono essere riutilizzati.

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Pneumatici, oli lubrificanti, batterie; queste e altre componenti delle auto vengono recuperate e riciclate, impegnando in primis i consorzi di filiera.

Sembra che il nostro Paese si stia muovendo nella giusta direzione, avvicinandosi al traguardo imposto il 1° gennaio dell’anno in corso di riciclare almeno il 95% del peso di un’autovettura ormai inutilizzata e destinata alla rottamazione.

Per avere un’idea della quantità di materiali di scarto che provengono dall’industria automobilistica, con il conseguente beneficio per le casse dello Stato e ovviamente per l’ambiente, diciamo solo che, secondo i dati Eurostat, che si basano su stime comunicate dai singoli membri dell’Ue, si parla di oltre 6.7 milioni di veicoli all’anno, di questi l’Italia ne conta oltre 900mila.

Le cifre parlano chiaro, siamo di fronte ad un’incredibile risorsa di materiali; un tipico esempio di quella che viene definita “economia circolare” che, se gestita nel migliore dei modi, potrà portare innumerevoli vantaggi sia economici che in termini di una drastica diminuzione dell’impatto ambientale dell’industria automobilistica.

L’argomento del riciclo delle auto è stato forse il più interessante ad essere messo in primo piano nel corso dell’ultima edizione della fiera Ecomondo di Rimini, durante la quale si è tenuto il convegno “La seconda vita dell’auto e l’economia circolare” e si è stabilito che il 2015 rappresenta una vera e propria svolta positiva per l’industria del riciclo delle auto.

Nello specifico, l’obbligo in vigore stabilisce che l’85% del peso del veicolo giunto a fine vita deve essere riutilizzato o riciclato e il restante 10% colmato attraverso il recupero di energia; secondo gli ultimi dati in Italia la percentuale di riciclo e reimpiego dei veicoli a fine vita si aggirava intorno all’82,5% solo nel 2014 e di conseguenza sembra che il nostro Paese non avrà alcun problema a raggiungere, se non superare, l’obiettivo imposto dall’Unione.

Al contrario, per quanto riguarda il recupero energetico occorre lavorare ancora molto in tal senso; purtroppo ad oggi l’Italia non ha raggiunto nemmeno il 5%, ovvero l’obiettivo precedentemente imposto.

Possiamo però contare su importanti casi di eccellenza del nostro Paese, tra cui il recupero di olio lubrificante, stimato in oltre il 98% di cui il 91% destinato all’industria della rigenerazione; queste percentuali fanno dell’Italia il leader europeo nel recupero e nel riciclo di uno dei rifiuti più pericolosi per l’ambiente (si stima che 4litri di olio usato, un singolo cambio, inquinino una superficie d’acqua delle dimensioni medie di un campo da calcio).

In termini economici, con la sola rigenerazione del 25% delle basi lubrificanti utilizzate in Italia nel 2014 il nostro Paese ha raggiunto un risparmio di oltre 90 milioni di Euro sulle importazioni del greggio.

Anche i dati riguardati gli pneumatici fuori uso sono molto incoraggianti; saranno oltre 325mila le tonnellate di gomme raccolte in Italia entro la fine del 2015, di cui il 45% avviato a riciclo e il 55% al recupero energetico.

In ultimo, in Italia si recuperano da veicoli in fine vita circa 172 milioni di kg di batterie; il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, leader in Italia, recupera il 65% delle batterie al piombo dalle quali si ricavano piombo e plastica per nuovi usi. Il piombo proveniente dal riciclo delle batterie esaurite rappresenta oltre il 40% della produzione italiana; in questo contesto specifico il nostro Paese vanta una tecnologia di riciclaggio tra le più avanzate al mondo.

Come spiega il presidente di Anco, l’Associazione Nazionale Concessionari Consorzi, Franco Venanzi: “Questi dati dimostrano le potenzialità di un settore in continua evoluzione tecnologica nel quale l’Italia gioca da sempre un ruolo da protagonista. Le imprese di raccolta, dislocate su tutto il territorio nazionale, lavorano ogni giorno per sottrarre i rifiuti che derivano dalle automobili dal possibile sversamento nell’ambiente, indirizzandoli verso un’industria del riciclo che consente di trasformarli in preziosa risorsa per l’economia del Paese. In questi anni siamo cresciuti in termini di certificazioni, standard qualitativi e lavoro sinergico con i consorzi di filiera, ma a livello legislativo   abbiamo bisogno di regole semplici e certe che ci permettano di svolgere al meglio il nostro lavoro”.

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