Sostituzione degli pneumatici: attenzione al nuovo  contributo ambientale

La sicurezza stradale, nonché quella ambientale, passa attraverso una serie di comportamenti coscienziosi che tutti gli automobilisti devono tenere in merito all’uso del veicolo e alla sua manutenzione. A proposito della sostituzione degli pneumatici, che come sappiamo devono essere sempre conformi alle regole previste dalla Legge, è stata da poco introdotta una nuova normativa che impone a chiunque guidi un’automobile di seguire alcuni accorgimenti particolari sia in fase di sostituzione che di acquisto delle nuove gomme; scopriamo di cosa si tratta.

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Le regole che disciplinano l’utilizzo degli pneumatici sono sempre più restrittive, dai parametri di usura alla loro sostituzione entro date precise ai fini di tutelare la sicurezza stradale; ogni automobilista ha il dovere di circolare su strada unicamente con veicoli in condizioni ottimali, pena pesanti sanzioni.

Da poco è stata introdotta una nuova normativa, questa volta pro ambiente, che impone al guidatore di seguire scrupolosamente alcuni passaggi sia in sede di acquisto delle nuove gomme che di sostituzione degli pneumatici fuori uso.

Di fatto, con questa normativa, il guidatore diventa a tutti gli effetti individuo corresponsabile dello smaltimento dei vecchi pneumatici.

Questa novità, che di fatto si traduce in un contributo ambientale obbligatorio, è stata introdotta ai fini di salvaguardare l’ambiente, messo in serio pericolo da decenni a causa dell’abbandono, e peggio ancora della demolizione abusiva, delle gomme fuori uso.

Con questa normativa, introdotta lo scorso anno in materia di tutela dell’ambiente, si impone al possessore del veicolo, che si tratti di auto, moto o scooter, di rivolgersi alla filiera ufficiale in fase di sostituzione degli pneumatici, nonché di seguire alcuni passaggi obbligatori ai fini di non rendersi corresponsabile di eventuali danni ambientali causati da tale azione.

Come spiega Ecopneus, società no profit che lavora per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e il recupero degli pneumatici fuori uso, grazie a questa nuova normativa ambientale viene estesa la cerchia degli individui che possono essere ritenuti responsabili dalla Legge per la gestione dei rifiuti.

La grande novità sta nel fatto che tale responsabilità non ricade più unicamente su coloro che hanno materialmente generato il rifiuto in questione, ma anche su tutti coloro a cui possa essere “giuridicamente riferibile” la sua produzione.

Cosa fare per rispettare la normativa

Ai fini di assicurarsi che le vecchie gomme vengano smaltite correttamente, scongiurando così eventuali sanzioni, è obbligatorio effettuare la sostituzione degli pneumatici sempre e solo presso un gommista o un’officina autorizzata, e farsi rilasciare il relativo documento fiscale, che andrà debitamente conservato, all’atto della sostituzione.

Solo attraverso il possesso dei documenti che attestino la vendita dei nuovi pneumatici ed eventuali servizi annessi, infatti, è possibile stabilire con certezza l’avvenuto pagamento del contributo ambientale per la corretta gestione dello pneumatico-rifiuto previsto dalla Legge.

Inoltre, bisognerà lasciare presso il gommista i pneumatici sostituiti, il quale sarà tenuto a prendere in carico gratuitamente tale rifiuto, nonché a gestirlo nella maniera corretta; in caso contrario, ovvero nel caso in cui sia l’automobilista a decidere di prendersi in carico gli pneumatici-rifiuto, lo farà a suo rischio, poiché questa azione comporterà oneri e responsabilità, anche sanzionabili, per lo stesso.

Nel caso in cui gli pneumatici vengano acquistati attraverso altri canali, ad esempio su internet o presso un qualsiasi megastore, il contributo ambientale dovrà essere pagato al momento dell’acquisto e risultare chiaramente nel relativo documento fiscale, sia che si tratti di fattura che di scontrino.

Il mancato rispetto della normativa ambientale comporterà pesanti sanzioni.

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